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Archivi per la categoria ‘Genova’
3 agosto 2010
Grillo annuncia lasua Lista Civica a Genova

beppe-grillo-enrico-musso-guglielmo-bonannoBEPPE GRILLO  punta a palazzo Tursi. O meglio; alle prossime comunali, diversamente da quanto auspica Marta Vincenzi (“mi piacerebbe che si candidasse lui direttamente, darebbe un segno diverso alla campagna elettorale, sicuramente più divertente; e poi è la sua città”) non ci sarà lui, ma i “grillini” che, così avverrà per le politiche anticipate se ci saranno, presenteranno una lista del Movimento Cinque Stelle. “Ci presenteremo alle elezioni – ha annunciato nel comunicato numero 34 del suo blog – che siano ora o nel 2013. E ci saremo anche alle comunali del 2011, che riguardano capoluoghi di provincia come Milano, Torino, Bologna e Genova”. In stile con la linea “aperta” e centrata sul web seguita finora, la scelta dei candidati sarà fatta online attraverso il portale dagli iscritti. “Lo stiamo preparando”, ha precisato Grillo. Ormai collaudato il motto: “Loro non si arrenderanno mai, ma gli conviene? Noi neppure”. 

Alle prossime elezioni comunali sembra che vi siano 3 liste civiche credibili su Genova.

Oltre a Beppe Grillo che guida la rivolta dei disobbedienti e degli esclusi dall’IDV, il pidiellino Enrico Musso che fa capo alla Genova Bene, sarà presente anche  Guglielmo Bonanno che rappresenta l’elettorato popolare e reduce da una rinunciata carriera romana all’insegna del civismo, che con la sua lista presentata “fuori casa” a Savona ha dimostrato di essere pronto per raccogliere la sfida su Genova.

Bonanno è uscito dalla DC, lasciando il fortunato incarico a Roma, dopo aver chiesto ai dirigenti nazionali di presentare i certificati penali e i carichi pendenti e dopo aver denunciato lo scandalo delle firme false alle elezioni regionali del 2010.

Le liste, che non hanno ancora presentato un programma definitivo, sembrano indirizzate a concorrere in solitaria, ad esclusione del candidato Musso che non rinuncerebbe all’appoggio del centro-destra.

28 luglio 2010
Bambini: sberle, calci umiliazioni all’asilo

Genova, Istituto comprensivo San Gottardo di via Giulia De Vincenzi, violenze  e botte riprese dalle telecamere dei carabinieri in una scuola materna a Genova, Molassana.

La storia di Cip e Ciop, l’asilo degli orrori sembra ripetersi.

Le tre donne che sarebbero state riprese dalle telecamere continuano a negare tutto e mentre i genitori dei bambini chiedono giustizia i genovesi si augurano che gli inquirenti facciano presto chiarezza.
Le donne avrebbero detto di aver fatto male ai bambini “per evitare che si facessero male”.

La follia sembra non avere confini. Le maestre avrebbero detto che le violenze sarebbero frutto di metodi educativi ben collaudati.

28 luglio 2010
Straniero morto nel bagagliaio

Sembra impossibile, eppure è accaduto, sull’autostrada A7, Genova - Milano, è stato rinvenuto il cadavere di un uomo all’interno del bagagliaio di un’auto. Sembrerebbe che l’uomo senza nome , prima di morire non abbia subito alcuna violenza e il decesso potrebbe essere avvenuto per soffocamento. Il conducente dell’auto che conteneva la macabra sorpresa nega di conoscere la vittima.
E’ possibile che l’accaduto sia causa di un tentativo di immigrazione clandestina andato male.

28 luglio 2010
I Comitati per un Centro Storico “indipendente”

In questo articolo i Comitati del Centro Storico oltre alle soddisfazioni per la rinascita turistica di questa parte della città fanno trasparire il malessere da alcuni anni per l’annessione al Municipio Centro Est, abbiamo intervistato Rita Paglia da molti anni portavoce dei Comitati.

Quando nascono i comitati del centro storico?
Nascono nel 1987 in modo spontaneo nella zona di Sarzano dove le madri della zona erano ormai stanche del continuo spaccio della droga ed erano arrivate alla richiesta del porto d’armi per difesa, c’era addirittura la moda da parte delle famiglie di Albaro o Carignano di comprare un appartamento nel centro storico per i figli “problematici”, fortunatamente ora sparita. Due anni dopo nel 1989 c’è stata la legge Martelli che ha fatto una grande sanatoria sull’immigrazione, in quel periodo sono “emersi” migliaia di immigrati, specie africani e nordafricani che vivevano nell’ombra nei bassi della città.

La prima ondata di immigrati è stata quella più mal gestita?
Sicuramente, Genova come città di mare ha il porto come naturale approdo per gente di tutto il mondo e i cittadini erano abituati a vedere stranieri, tuttavia con la Legge Martelli i primi 3-4 anni è stato un delirio, la malavita locale di Prè e zone limitrofe adoperavano i giovani immigrati minorenni nello spaccio della droga. Il quartiere da semplicemente degradato era diventato pericoloso al punto che nemmeno più gli spazzini dell’Amiu volevano lavorare nel centro storico.

Come è stata gestita negli anni questa situazione?
Nel 1992-1993 ci sono state rivolte con scontro tra i residenti e la criminalità straniera, culminate con la discesa in piazza di molti cittadini genovesi per chiedere legalità, da allora la situazione è nettamente migliorata grazie ad un lavoro costante per l’inserimento negli ultimi 15 anni e ora come ora Genova è sicuramente la città in Italia dove gli immigrati sono più ben integrati nel tessuto cittadino.

Ci sono stati problemi particolari con etnie?
Negli ultimi anni no, alcune etnie come cinesi, bengalesi, peruviani ecc.. sono molto ben integrate e aprono negozi e attività spesso assieme ad italiani, quelli dell’est Europa dopo la prima ondata di criminalità sono attivi in negozi e nell’edilizia e sono amalgamati nel tessuto cittadino. Alcuni problemi con i nordafricani perché hanno uno stile di vita totalmente diverso dal nostro e con alcune etnie sudamericane che spesso come nel caso di colombiani ed ecuadoriani portano le tensioni dei loro paesi qui sfociando in risse e ubriacature. Ai cinesi vorremmo chiedere però di diversificare la merce altrimenti il commercio muore.

Veniamo all’argomento principale : voi avete richiesto che la zona di Prè-Molo-Maddalena esca dal Municipio Centro Est e venga creata una nuova municipalità autonoma, a che scopo?
Spieghiamo meglio, non vogliamo un nuovo municipio, chiediamo che il Centro Est che così com’è adesso non ha ragione di esistere venga scompattato unendo Oregina al Centro Ovest, Portoria al Medio Levante e Castelletto alla Bassa Valbisagno, così tornerebbe il vecchio municipio del Centro Storico che ha una struttura tutta sua e non ha nulla a che spartire con gli altri quartieri. Inoltre l’attuale presidente Siri è di Castelletto mentre il precedente Bellezza è di Carignano, ci hanno spesso ignorato, invece la vecchia circoscrizione guidata da Otello Parodi funzionava bene, da soli organizzavamo “Vivi Centro Storico”, con il municipio non si è fatto niente.

I comitati hanno una connotazione politica?
Assolutamente no sono fatti da persone di tutte le tendenze e in maggioranza da persone non schierate, sono associazioni che nascono spontaneamente dove ci sono dei problemi.

Sulla “Notte Bianca” qual è la vostra posizione?

Abbiamo fatto uno slogan che metteremo in giro “C’è una notte bianca per 364 notti nere”, inoltre solo una piccola parte è pagata da Mtv che riprende tutto il resto sono soldi delle casse comunali che potrebbero essere utilizzati per altre cose.

La questione della “Movida” è stata al centro delle cronache negli ultimi mesi condividete la scelta dell’assessore Scidone della chiusura all’una di notte dei locali?
Chiuderli aumenta il degrado, andrò contro a molti residenti ma se uno non vuole sentire i rumori metta i doppi vetri e lasci che le strade siano animate, tuttavia ci vuole un controllo, tempo fa il Buridda vendeva superalcoolici a due euro la bottiglia. Il Buridda da i problemi dei numerosi circoli di giovani anarchici nel centro storico, che riempono di scritte anche su monumenti , spesso si pulisce il muro e loro per sfida un giorno due dopo l’hanno di nuovo imbrattato.

Come si spiega il fallimento del progetto mercurio?

Come dicevamo prima per i negozi dei cinesi, non si può pensare di non diversificare la merce, è un vecchio progetto che era stato studiato per due anni dalla giunta Pericu che non l’aveva attuato, la giunta Vincenzi l’ha messo in atto per i fondi della Comunità Europea, tuttavia si sapeva già da subito che era destinato al fallimento, ci sono state multe assurde, con persone che ne hanno ricevute a decine oltre ad un pesante calo di vendite dei negozi locali. Fortunatamente molte multe sono state condonate grazie alla buona volontà di Genova Parcheggi.

Fabio Mazzari

27 luglio 2010
Lotta alle infiltrazioni mafiose: Appalti pubblici: Un solo ente per gestirli

«A Genova e provincia esistono almeno cento enti che distribuiscono appalti pubblici, l’ideale per prevenire le infiltrazioni mafiose sarebbe una centrale unica. E attenzione: la ’ndrangheta in questa città esiste, come dimostrano le inchieste, sebbene quella del capoluogo ligure resti per me una società sostanzialmente sana. Ma per combattere a dovere la criminalità organizzata occorre ricordare due cose: innanzitutto capire che è un fenomeno nazionale e non ghettizzato al sud. Ma soprattutto è necessario che ciascuno faccia la propria parte e comprenda che anche le emergenze criminali hanno la loro gerarchia. E la mafia, per noi una questione cruciale, non può avere le stesse priorità del giardinetto sotto casa».

L’ideale sarebbe istituire un entre unico capace di gestire l’assegnazione di appalti per i lavori pubblici e che possano evitare infiltrazioni di mafia, della ‘ndrangheta e delle altre associazioni mafiose.
Biografia del prefetto
Il  Prefetto Francesco Antonio MUSOLINO, nato a Santo Stefano in Aspromonte (RC) il 3 maggio 1951, è laureato in giurisprudenza presso l’Università degli studi di Messina ed abilitato all’esercizio della professione legale.
Entrato nell’Amministrazione dell’Interno nel 1979, dal 1983 al 2000 svolge  dapprima le funzioni di Vice Capo di Gabinetto ed in seguito di Capo di Gabinetto della Prefettura di Reggio Calabria.
Nel luglio del 2000 è trasferito alla Prefettura di Milano dove ricopre il ruolo di Capo di Gabinetto e, dal febbraio 2004, di Vice Prefetto Vicario.
Il 30 dicembre 2005 è nominato Prefetto della Provincia di Crotone dove rimane fino al gennaio 2007 quando è trasferito alla Prefettura di Cosenza. Nell’agosto dello stesso anno viene infine destinato alla Prefettura di Reggio Calabria,  ultima sede prima della sua assegnazione a Genova.
27 luglio 2010
La "Casa degli animali" : una cattedrale nel deserto?

La “Casa degli Animali” di Monte Contessa sulle alture di Sestri Ponente a poco più di un anno dalla sua inaugurazione appare sempre di più come una cattedrale nel deserto e un costo della politica.

L’idea della realizzazione di questa casa degli animali che doveva andare a sostituire il vecchio canile di Via Adamoli a Molassana, considerato ormai fatiscente e inadatto al suo servizio, nasce nell’autunno del 2001 con la proposta dell’allora Assessore Elio Volpone (Verdi) che individua nell’area di Pian di Croce – Monte Contessa il sito per la realizzazione del nuovo canile/gattile.

Ma, come spiegato, quest’area non era più in stato di abbandono da molti anni, poiché da zona utilizzata molti anni fa come area di caccia era divenuta poi campo da motocross, tuttavia quest’ultimo era rumoroso e inquinante, dunque l’Associazione Cacciatori di Genova aveva recuperato l’area e l’aveva adibita a zona di addestramento cani, inoltre avevano fatto ripulire completamente l’area da gomme e detriti del campo da cross.

Abbiamo intervistato Lauro Romagnoli, consigliere del Municipio Medio Ponente che in tutti questi anni ha seguito le vicende della “Casa degli animali”:

- Qual è stata la posizione del Municipio sulla vicenda?

- Eravamo contrari, oltre ad un impatto ambientale notevole (sono stati segati centinaia di alberi di conifere) una struttura di questo tipo in una zona così poco accessibile da auto, moto, bus è assurda. Inoltre al capolinea della Linea 51 nell’area di Cappella Carrega esiste da qualche anno un canile privato, molto più comodo e accessibile, noi avevamo proposto al Comune di Genova di ampliarlo ma la proposta non è stata accettata.

- La posizione della casa degli animali crea problemi anche ai volontari?
- Oltre alla difficile raggiungibilità si tratta di un posto non urbanizzato, senza presenza di fognature e luce elettrica, la distanza dal capolinea del bus è di 3-4 km che diventano duri anche per un giovane. L’altra strada che lo raggiunge, ovvero Via Gneo Superiore è una strada adatta solo ai fuoristrada ed estremamente pericolosa.

- Cosa diceva esattamente il Comune quando ha presentato questo progetto?
- Qui ci sono delle chicche il Puc in alcune sue varianti del 2002 prevedeva qualcosa ai limiti del ridicolo : stabiliva che oltre alla “Casa degli animali” potevano esserci anche altre attività purché strettamente connesse a quella principale, ovvero studi veterinari, cioschi di cibi e bevande, supermercati di prodotti per animali (!), bus elettrico per visite guidate, un laghetto artificiale con tartarughe e una struttura per le visite guidate alle scolaresche.

- Anche il supermercato e le visite guidate?
- Si pensavano che la “Casa degli Animali” sarebbe diventata un nuovo acquario, ma quando mai si porta una scolaresca delle scuole elementari a visitare degli animali che soffrono? Inoltre chi potrebbe costruire attività commerciali in cima ad una montagna?

- Ci sono state pressioni delle associazioni animaliste?
- Mentre era in corso il progetto ci sono stati dei dibattiti in televisione, specialmente su Telegenova con la nota giornalista Franca Brignola che ha sostenuto pesantemente la posizione degli animalisti dove non lasciavano praticamente parlare chi era contrario

- L’area inoltre sembra che debba essere tutelata?
- C’è uno studio dell’Università di Milano che ha dichiarato l’area di Pian di Croce come “sito di interesse comunitario” per la presenza di piante che crescono in quell’area e che andavano salvaguardate.

- Le ultime lamentele dicono che le strutture non sono adeguate specialmente in estate?
- Il progetto originale prevedeva che le strutture sarebbero state realizzate unicamente in legno e con adeguata copertura di verde : ad oggi la maggioranza di esse sono in cemento, il poco legno che c’è è di qualità scadente e non ci sono alberi e i cani ospitati soffrono d’inverno per il forte vento e d’estate per la mancanza di zone d’ombra.

Fabio Mazzari

27 luglio 2010
Finanziaria Effegi: il boss titolare dell'ufficio a genova denunciato per usura

«Onofrio Garcea consegnati… da “sgarro” vuoi fare il latitante? Le vittime possono denunciarti senza temere, sei finito»!

I volantini, girano appesi sui muri per  Sestri Ponente, dove l’altro ieri i carabinieri hanno passato al setaccio il bar intestato a Davide Garcea.

Ma nel mirino non c’è il proprietario dell’esercizio bensì suo padre, Onofrio, sessantenne che sembrerebbe «affiliato» alla ‘ndrangheta

E’ ricercato dal Ros di Genova per usura, oltre ad essere indagato per associazione a delinquere di stampo mafioso in quanto lo considerano uno dei boss della “locale” ‘ndranghetista attiva nel capoluogo ligure.

Che cosa sta succedendo? Garcea è innanzitutto accusato di aver prestato denaro a strozzo a due commercianti in difficoltà, tramite la finanziaria da lui gestita.

Si tratta della Effegì Direct, con sede in via Cornigliano, dove i prestiti da 2000 a 50.000 euro in un’ora erano sponsorizzati pure in spagnolo.

Subito dopo hanno fatto irruzione a casa di Garcea, senza trovarlo, hanno perquisito negozi vari da lui in qualche modo gestiti (un lavasecco, un’impresa edile, il bar, la finanziaria) e ora è ufficialmente ricercato.

Gli inquirenti gli hanno nel frattempo sequestrato - grazie alla legge antimafia - una Maserati, l’auto nella quale pianificava spesso insieme al capoclan genovese Domenico Gangemi (arrestato il 13 luglio) l’organizzazione della cosca all’ombra della Lanterna.

I riflettori accesi su Garcea hanno mandato in fibrillazione pure alcuni politici dell’Italia dei Valori. Il ricercato, nel marzo scorso, fu infatti fotografato mentre distribuiva i “santini” di Cinzia Damonte, candidata alle Regionali, durante una cena elettorale (con la politica al fianco), mentre un’inchiesta del 2007 ne segnalava contatti con Ottavio Cosma (Idv). La Damonte ultimamente non ha voluto commentare, Cosma invece puntualizza: «Non ho mai avuto rapporti con Garcea. Siamo stati nello stesso posto, una cena per Cinzia Damonte, in un’occasione, ma casualmente e io non sapevo chi fosse. Non è giusto accostare il mio nome al suo perché si è trattato d’un contatto del tutto fortuito».

23 luglio 2010
SCARPINO : Il Comitato è sempre in prima linea al fianco dei cittadini

Felice Airoldi, storico presidente e portavoce del “Comitato per Scarpino – Cesare Tirasso” ci ha concesso una lunga intervista in merito alla dura convivenza con il passaggio dei camion Amiu alla quale sono costretti gli abitanti di Borzoli e sulla situazione della discarica e del sistema dei rifiuti a Genova.

Quando nasce il Comitato per Scarpino?

Nasce essenzialmente nel 1990 alle prime avvisaglie in cui si capiva che l’amministrazione si stava muovendo in maniera dissennata in merito alla questione della discarica. Dal 1992 Scarpino riceve la spazzatura di 68 Comuni liguri in completa assenza di trasparenza.

Ci sono state anche conseguenze tangibili?

Si, la strada di Via Militare di Borzoli presenta una maggiore incidenza di malattie respiratorie rispetto al resto di Borzoli e degli altri quartieri. Per fare qualche esempio il figlio di un mio conoscente fino all’età di nove anni non aveva problemi, adesso sono quattro anni che manifesta crisi epilettiche, dovute, dopo analisi alla presenza di alluminio nelle vie respiratorie. Cesare Tirasso al quale è intitolato il Comitato di cui fu fondatore è morto qualche anno fa di un tumore ai polmoni.

Senza contare il passaggio dei camion anche la presenza stessa di una discarica è un rischio

Dagli studi effettuati dalla Comunità Europea è risultato che le discariche si attestano come elementi industriali nocivi di primo grado assieme ai cementifici e alle fabbriche di vernici, ovvero il massimo della pericolosità per le persone. La superficie della discarica di Scarpino è di 407 mila metri quadri, la seconda in Italia dopo quella di Malagrotta a Roma, tuttavia quest’ultima è in una zona pianeggiante mentre Scarpino è in collina perciò contiene ancora più materiale.

Parlavate anche di rischio idrogeologico?

Nel 2000 è stato fatto uno studio da esperti del settore sul territorio della discarica : è risultato che in caso di grandi piogge cicliche, che avvengono mediamente ogni 50 anni c’è un pericolo di scivolamento a valle del terreno, con una frana che investirebbe i quartieri di Sestri e Pegli con gravissimi danni per queste zone.

Gli automezzi che portano i rifiuti sono regolari?

Sono spesso in pessime condizioni, ho scattato numerose foto che non lasciano spazio a dubbi, mezzi sovraccarichi, spesso senza protezioni in alto, succede veramente ogni cosa : il percolato che dai camion cola nella strada, rifiuti che “volano” nelle giornate di vento nei giardini delle persone, addirittura un camion ha perso due ruote, pensate se passava qualcuno in macchina o a piedi… Vedendo i mezzi che circolano ci si può immaginare quanto siano attenti all’ambiente : per questi portare anche dei barili di rifiuti tossici o radioattivi sarebbe normale!

Parlava anche di rifiuti pericolosi

Alcuni camion qualche tempo fa dichiaravano di portare materiale di scarificazione delle strade, ma da una semplice foto si vede come non sia affatto asfalto ma in realtà si tratti di materiale tossico proveniente dalla pulizia dei serbatoi per la lavorazione del petrolio

Ci sono stati anche casi di sprechi abbastanza clamorosi?

Innanzi tutto la concessione del biogas da parte della ditta Asja di Torino : questo sistema che capta 8000 watt all’ora e costa un totale di 1 milione di euro al mese è stato oggetto di un’interpellanza in Regione, è possibile che il Comune di Genova che giustamente si lamenta dei tagli si faccia fregare un milione di euro al mese in questo modo?

Due anni fa nella discarica è successa anche una tragedia

La morte di Pino Cassola, un mio cliente e conoscente, morto inghiottito nel buco della biomassa della discarica, durante i controlli è intervenuta la magistratura di Caserta (quella di Genova non se n’è interessata) perché sono risultate delle discrepanze. Il Comitato ha chiesto di stracciare il contratto con Asja perché riteniamo che non può continuare a stare a Scarpino gente che tratta la vita umana in questo modo, inoltre sono stati rinviati a giudizio D’Alema, Sacco e altre persone dei vertici di Amiu.

Il Comitato ha contatti con la politica?

Il Comitato è apolitico e apartitico noi crediamo che a Genova ci sia la dittatura del “Partito AMIU” trasversale ai partiti che fa affari con chiunque. Abbiamo tuttavia persone che abbiamo appoggiato come il consigliere provinciale Angelo Spanò e l’ex assessore regionale Franco Zunino.

L’assessore Carlo Senesi come si sta muovendo secondo voi?

Senesi usa un linguaggio fuorviante per la popolazione, pur avendo fatto qualcosa in più dei precedenti per la raccolta differenziata, lui usa il termine “gasificatore” al posto di inceneritore, ma l’Unione Europea ha stabilito che le amministrazioni non possono usare termini fuorvianti atti a ingannare o confondere i cittadini. Esistono dei “gassificatori” con due esse, che sono una cosa totalmente diversa, si usano per compattare il gas sui tank delle navi, non esiste un altro termine per definire l’inceneritore, così come è fuorviante parlare di termovalorizzatore.

La discarica copre tre municipi (Valpolcevera, Medio Ponente e Ponente) e il comune di Ceranesi : che rapporti ci sono stati con queste amministrazioni?

Crivello (presidente Valpolcevera) ci ha ascoltato poco, Bernini (Medio Ponente) un po’ di più ma ci sono stati anche momenti di scontro, Avvenente (Ponente) quasi nulla, è troppo legato a Repetto e alle lobby affaristiche, infine Calorio (sindaco Ceranesi) sembrava quello più interessato poi anche lui ha preferito fare affari.

La prossima iniziativa su cosa sarà?

Alla fine di luglio come tutti gli anni ci sarà la gara d’appalto, quest’anno tuttavia non intendiamo andare di fronte a Palazzo Tursi per poi farci  prendere in giro, pensiamo di bloccare la strada di Scarpino per non far passare i camion e probabilmente manifesteremo proprio davanti alla discarica.

Galleria foto :

Fabio Mazzari

21 luglio 2010
Prà rispolvera il suo orgoglio, ma sarà mica troppo tardi?

Nel settimo municipio di Genova, insieme al Pegli e Voltri è compreso il quartiere di Prà,  dopo 40 anni vissuti nell’ombra, sembra essersi finalmente (o come dicono gli altri, inutilmente) svegliato.

40 anni dopo la costruzione del Porto containers, il comitato Prà viva ha capito che:

_ il VTE, il Voltri Terminal Europa, occupa tutta la zona di Prà ma si chiama Voltri;

_ l’entrata dell’ A10 Genova Voltri si trova in Via Prà (Via Voltri infatti inizia dopo il rettilineo, davanti all’ ex Verrina);

_ Prà è stata praticamente cancellata dagli interessi politici ed economici della città, perdendo il prestigio degli anni d’oro, quando era una meravigliosa località balneare;

_ una delle spiagge più belle del ponente genovese è stata spazzata via da promesse di lavoro che hanno soddisfatto solamente gli interessi di coloro che erano ai vertici delle autorità.

Ora il Comitato per la valorizzazione di Prà ha fondato un giornale, “Il Praino” proponendo di “Ridare a Prà ciò che è di Prà” , iniziando da rimettere a nuovo le insegne autostradali e del porto,  realizzare una spiaggia artificiale , 2 vie pedonali nel centro di Prà, una passeggiata pedonale a mare e di aumentare e migliorare le società sportive che già sono presenti sulla Fascia di Rispetto (il gruppo di facebook “Prà giovani” ha infatti proposto la realizzazione di uno skatepark), evitando che sprofondi nel degrado come sta già succedendo al parco Achille Dapelo.

Ma come sembra, i soldi per la realizzazione di tutti questi progetti sono insufficienti e molti pensano che Prà si sia svegliata troppo tardi, soprattutto gli abitanti di Voltri, che stufi di questa battaglia che Prà sta portando avanti hanno dichiarato: “Anche il depuratore per esattezza si trova in Via Prà, eppure lo paghiamo noi. Perchè  rivendicano il porto e l’autostrada e il depuratore no?”

21 luglio 2010
Container radioattivo bloccato al VTE

Grazie ai quotidiani controlli delle autorità portuali, oggi al VTE di Genova Prà è stato bloccato un container considerato radioattivo. Per esattezza l’elemento radioattivo era il Cobalto 60, usato molto spesso in medicina.

Sembra che il container  sia arrivato al porto di Prà- Voltri  proveniente dagli Emirati arabi con uno scalo intermedio nel porto di Gioia Tauro e fosse diretto nel capoluogo toscano, Firenze.

Isolato su una banchina del sesto modulo del porto genovese e protetto da un cordone di sicurezza eretto da una squadra speciale dei vigili del fuoco arrivata appositamente dal Veneto, il container non è stato aperto per questioni di pubblica sicurezza, ovvero che le radiazioni aumentino arrivando a provocare ingenti danni che possono portare all’evaquazione della popolazione.

Come previsto dalla legge italiana il trasportatore del container si è fatto carico del pericoloso container, riportandolo al luogo di partenza.


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