(AGI) - Bari, 15 gen. - Giorgio Napolitano ricorda Aldo Moro per auspicare riforme condivise, lungimiranti, che non portino a nuove conflittualita’. Lo fa rievocando “la splendida stagione per il nostro paese” che fu l’assemblea Costituente.
Tempi in cui “una generazione giovane, ricca di interessi culturali e di idealita’, faceva irruzione nella politica, prendeva posto nel Parlamento che rinasceva per stendere la Carta dei principi e delle regole della Repubblica italiana”.Teatro Petruzzelli di Bari, l’universita’ del capoluogo pugliese dedica in pompa magna se stessa al grande statista ucciso dalle brigate rosse. Da oggi l’ateneo ne portera’ il nome, e Giorgio Napolitano benedice la scelta, dedicando un pensiero al “quartetto dei professorini democristiani di forte impronta cattolica e di moderna cultura giuridica” che 50 e piu’ anni fa scrivevano una pagina nella storia nazionale. Erano anni in cui Moro, insieme a Fanfani, La Pira, e Dossetti pensavano le regole che sarebbero valse per molto tempo. Tra loro Moro scriveva e sanciva una “idea di fondo”. Questa: “i principi dominanti della nostra civilta’ e gli indirizzi supremi della nostra futura legislazione vanno sanciti in norme costituzionali per sottrarle all’effimero gioco di semplici maggioranze parlamentari”. Nic/Roc
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Pubblicato il 15/01/2010, 19:21 -
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