La “Casa degli Animali” di Monte Contessa sulle alture di Sestri Ponente a poco più di un anno dalla sua inaugurazione appare sempre di più come una cattedrale nel deserto e un costo della politica.
L’idea della realizzazione di questa casa degli animali che doveva andare a sostituire il vecchio canile di Via Adamoli a Molassana, considerato ormai fatiscente e inadatto al suo servizio, nasce nell’autunno del 2001 con la proposta dell’allora Assessore Elio Volpone (Verdi) che individua nell’area di Pian di Croce – Monte Contessa il sito per la realizzazione del nuovo canile/gattile.
Ma, come spiegato, quest’area non era più in stato di abbandono da molti anni, poiché da zona utilizzata molti anni fa come area di caccia era divenuta poi campo da motocross, tuttavia quest’ultimo era rumoroso e inquinante, dunque l’Associazione Cacciatori di Genova aveva recuperato l’area e l’aveva adibita a zona di addestramento cani, inoltre avevano fatto ripulire completamente l’area da gomme e detriti del campo da cross.
Abbiamo intervistato Lauro Romagnoli, consigliere del Municipio Medio Ponente che in tutti questi anni ha seguito le vicende della “Casa degli animali”:
- Qual è stata la posizione del Municipio sulla vicenda?
- Eravamo contrari, oltre ad un impatto ambientale notevole (sono stati segati centinaia di alberi di conifere) una struttura di questo tipo in una zona così poco accessibile da auto, moto, bus è assurda. Inoltre al capolinea della Linea 51 nell’area di Cappella Carrega esiste da qualche anno un canile privato, molto più comodo e accessibile, noi avevamo proposto al Comune di Genova di ampliarlo ma la proposta non è stata accettata.
- La posizione della casa degli animali crea problemi anche ai volontari?
- Oltre alla difficile raggiungibilità si tratta di un posto non urbanizzato, senza presenza di fognature e luce elettrica, la distanza dal capolinea del bus è di 3-4 km che diventano duri anche per un giovane. L’altra strada che lo raggiunge, ovvero Via Gneo Superiore è una strada adatta solo ai fuoristrada ed estremamente pericolosa.
- Cosa diceva esattamente il Comune quando ha presentato questo progetto?
- Qui ci sono delle chicche il Puc in alcune sue varianti del 2002 prevedeva qualcosa ai limiti del ridicolo : stabiliva che oltre alla “Casa degli animali” potevano esserci anche altre attività purché strettamente connesse a quella principale, ovvero studi veterinari, cioschi di cibi e bevande, supermercati di prodotti per animali (!), bus elettrico per visite guidate, un laghetto artificiale con tartarughe e una struttura per le visite guidate alle scolaresche.
- Anche il supermercato e le visite guidate?
- Si pensavano che la “Casa degli Animali” sarebbe diventata un nuovo acquario, ma quando mai si porta una scolaresca delle scuole elementari a visitare degli animali che soffrono? Inoltre chi potrebbe costruire attività commerciali in cima ad una montagna?
- Ci sono state pressioni delle associazioni animaliste?
- Mentre era in corso il progetto ci sono stati dei dibattiti in televisione, specialmente su Telegenova con la nota giornalista Franca Brignola che ha sostenuto pesantemente la posizione degli animalisti dove non lasciavano praticamente parlare chi era contrario
- L’area inoltre sembra che debba essere tutelata?
- C’è uno studio dell’Università di Milano che ha dichiarato l’area di Pian di Croce come “sito di interesse comunitario” per la presenza di piante che crescono in quell’area e che andavano salvaguardate.
- Le ultime lamentele dicono che le strutture non sono adeguate specialmente in estate?
- Il progetto originale prevedeva che le strutture sarebbero state realizzate unicamente in legno e con adeguata copertura di verde : ad oggi la maggioranza di esse sono in cemento, il poco legno che c’è è di qualità scadente e non ci sono alberi e i cani ospitati soffrono d’inverno per il forte vento e d’estate per la mancanza di zone d’ombra.
Fabio Mazzari
- guglielmo-bonanno
Pubblicato il 27/07/2010, 08:44 -
Categorie: Genova



