Ho scritto questa poesia prendendo spunto dalle voci e dalle immagini che hanno assalito il mio animo mentre ero intento ad osservare la Casa dello Studente, in Corso Gastaldi. Come ben sapete fu teatro di alcune delle più ignobili atrocità commesse dai nazi-fascisti. E non c’è da aggiungere altro.
Ragazza con i capelli di granturco
che vivi nel secolo terribile,
Soldatessa che mandi in frantumi i sogni
sparando un colpo di fucile allo specchio,
Belva che sputi parole ostili
e aspetti in una caverna oscura.
Il tuo hamburger con patatine
mi spinge al tradimento.
Ho paura
del tuo corpo tatuato,
con quella svastica
dipinta un pò dappertutto,
e del bisturi
che taglia la mia pelle
facendo riiiiiiiiip.
Fabio Giovinazzo


