L'ATTESA RIQUALIFICAZIONE DI CORSO GASTALDI
Com’è noto, SPIM, la società immobiliare del Comune di Genova, ha recentemente messo in vendita alcuni immobili che “attendevano una riqualificazione e un intervento di riutilizzo”.
Tra questi, la struttura interrata pluripiano (ex depositi magazzini comunali) che corre sotto Corso Gastaldi fino a Via Dassori, ottenendone un corrispettivo di 6 milioni e 355 mila euro.
E’ una bella notizia che chiunque può leggere in questi giorni su alcuni quotidiani. A maggior ragione, per noi residenti e per il Comitato civico è una gradita notizia, analoga a quella ricevuta circa 1 anno or sono per la vendita dell’ex palazzo Inam (il cosiddetto Palazzo della mutua). Quante belle notizie, su Corso Gastaldi, nel giro di poco tempo.
Il Comitato rinnova la propria soddisfazione e compiacimento per le azioni intraprese da parte Istituzionale e per gli esiti raggiunti. Finalmente un avvio all’attesa rivitalizzazione del “nostro” Corso. Chiunque creda di leggere un qualche accento ironico in queste righe, ebbene, crede giusto.
Sembra infatti la posa del primo mattone negli eventi celebrativi di avvio alla realizzazione di un’opera pubblica. Quelle cerimonie con tutti gli onori e gli allori. Poi però occorre che dopo la posa del primo mattone ne venga posato un secondo, un terzo, fino all’ultimo, fino al completamento funzionale dell’opera.
Orbene, cerchiamo di non farci sopraffare dal pregiudizio e neppure da ciò che, pare, stia accadendo per il Palazzo ex Inam: venduto, come anzidetto, circa 1 anno fa (salvo fallace memoria da parte mia). In un anno siamo riusciti ad apprezzare esclusivamente la rimozione dei tubolari e ponteggi esterni (dopo 10 anni e più).
Nient’altro. E’ vero che non siamo certo entrati a curiosare. Non si può e non lo faremmo. Ma, da fuori, passando tutti i giorni, non si percepisce un eventuale avanzamento dei lavori (e i lavori edilizi sono rumorosi per antonomasia) né è dato sapere quale destinazione d’uso avrà l’immobile. Top secret, come la dicitura su alcuni documenti nei film di spionaggio.
Democrazia non vuol dire che i cittadini debbano sapere ogni cosa che accade nel proprio territorio. Ma sembra proprio che la delega che i cittadini danno periodicamente con il loro voto sia una delega in bianco. Della quale si perde totalmente ed inesorabilmente il controllo. E che tantomeno non sia un nostro diritto né una nostra ragionevole pretesa conoscere oltre, rispetto a ciò che i quotidiani (finché potranno) renderanno pubblico sulla materia.
Ciò non agevola il senso di appartenenza che rende una nazione, nazione; che rende partecipi della città noi cittadini genovesi. In altri termini, per concludere: sarebbe bello che la confezione bella e colorata di un regalo (intendendo tale notizia come regalo) disvelasse, rivelasse - in un tempo congruo - anche un coerente contenuto. Questo è un bel regalo. Non solo il fiocco.
Arch. Massimiliano Barbin Bertorelli
Portavoce Comitato Civico “Corso Gastaldi & Dintorni”