«Onofrio Garcea consegnati… da “sgarro” vuoi fare il latitante? Le vittime possono denunciarti senza temere, sei finito»!
I volantini, girano appesi sui muri per Sestri Ponente, dove l’altro ieri i carabinieri hanno passato al setaccio il bar intestato a Davide Garcea.
Ma nel mirino non c’è il proprietario dell’esercizio bensì suo padre, Onofrio, sessantenne che sembrerebbe «affiliato» alla ‘ndrangheta
E’ ricercato dal Ros di Genova per usura, oltre ad essere indagato per associazione a delinquere di stampo mafioso in quanto lo considerano uno dei boss della “locale” ‘ndranghetista attiva nel capoluogo ligure.
Che cosa sta succedendo? Garcea è innanzitutto accusato di aver prestato denaro a strozzo a due commercianti in difficoltà, tramite la finanziaria da lui gestita.
Si tratta della Effegì Direct, con sede in via Cornigliano, dove i prestiti da 2000 a 50.000 euro in un’ora erano sponsorizzati pure in spagnolo.
Subito dopo hanno fatto irruzione a casa di Garcea, senza trovarlo, hanno perquisito negozi vari da lui in qualche modo gestiti (un lavasecco, un’impresa edile, il bar, la finanziaria) e ora è ufficialmente ricercato.
Gli inquirenti gli hanno nel frattempo sequestrato - grazie alla legge antimafia - una Maserati, l’auto nella quale pianificava spesso insieme al capoclan genovese Domenico Gangemi (arrestato il 13 luglio) l’organizzazione della cosca all’ombra della Lanterna.
I riflettori accesi su Garcea hanno mandato in fibrillazione pure alcuni politici dell’Italia dei Valori. Il ricercato, nel marzo scorso, fu infatti fotografato mentre distribuiva i “santini” di Cinzia Damonte, candidata alle Regionali, durante una cena elettorale (con la politica al fianco), mentre un’inchiesta del 2007 ne segnalava contatti con Ottavio Cosma (Idv). La Damonte ultimamente non ha voluto commentare, Cosma invece puntualizza: «Non ho mai avuto rapporti con Garcea. Siamo stati nello stesso posto, una cena per Cinzia Damonte, in un’occasione, ma casualmente e io non sapevo chi fosse. Non è giusto accostare il mio nome al suo perché si è trattato d’un contatto del tutto fortuito».


