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Articoli marcati con tag ‘Genova’
28 luglio 2010
Bambini: sberle, calci umiliazioni all’asilo

Genova, Istituto comprensivo San Gottardo di via Giulia De Vincenzi, violenze  e botte riprese dalle telecamere dei carabinieri in una scuola materna a Genova, Molassana.

La storia di Cip e Ciop, l’asilo degli orrori sembra ripetersi.

Le tre donne che sarebbero state riprese dalle telecamere continuano a negare tutto e mentre i genitori dei bambini chiedono giustizia i genovesi si augurano che gli inquirenti facciano presto chiarezza.
Le donne avrebbero detto di aver fatto male ai bambini “per evitare che si facessero male”.

La follia sembra non avere confini. Le maestre avrebbero detto che le violenze sarebbero frutto di metodi educativi ben collaudati.

28 luglio 2010
I Comitati per un Centro Storico “indipendente”

In questo articolo i Comitati del Centro Storico oltre alle soddisfazioni per la rinascita turistica di questa parte della città fanno trasparire il malessere da alcuni anni per l’annessione al Municipio Centro Est, abbiamo intervistato Rita Paglia da molti anni portavoce dei Comitati.

Quando nascono i comitati del centro storico?
Nascono nel 1987 in modo spontaneo nella zona di Sarzano dove le madri della zona erano ormai stanche del continuo spaccio della droga ed erano arrivate alla richiesta del porto d’armi per difesa, c’era addirittura la moda da parte delle famiglie di Albaro o Carignano di comprare un appartamento nel centro storico per i figli “problematici”, fortunatamente ora sparita. Due anni dopo nel 1989 c’è stata la legge Martelli che ha fatto una grande sanatoria sull’immigrazione, in quel periodo sono “emersi” migliaia di immigrati, specie africani e nordafricani che vivevano nell’ombra nei bassi della città.

La prima ondata di immigrati è stata quella più mal gestita?
Sicuramente, Genova come città di mare ha il porto come naturale approdo per gente di tutto il mondo e i cittadini erano abituati a vedere stranieri, tuttavia con la Legge Martelli i primi 3-4 anni è stato un delirio, la malavita locale di Prè e zone limitrofe adoperavano i giovani immigrati minorenni nello spaccio della droga. Il quartiere da semplicemente degradato era diventato pericoloso al punto che nemmeno più gli spazzini dell’Amiu volevano lavorare nel centro storico.

Come è stata gestita negli anni questa situazione?
Nel 1992-1993 ci sono state rivolte con scontro tra i residenti e la criminalità straniera, culminate con la discesa in piazza di molti cittadini genovesi per chiedere legalità, da allora la situazione è nettamente migliorata grazie ad un lavoro costante per l’inserimento negli ultimi 15 anni e ora come ora Genova è sicuramente la città in Italia dove gli immigrati sono più ben integrati nel tessuto cittadino.

Ci sono stati problemi particolari con etnie?
Negli ultimi anni no, alcune etnie come cinesi, bengalesi, peruviani ecc.. sono molto ben integrate e aprono negozi e attività spesso assieme ad italiani, quelli dell’est Europa dopo la prima ondata di criminalità sono attivi in negozi e nell’edilizia e sono amalgamati nel tessuto cittadino. Alcuni problemi con i nordafricani perché hanno uno stile di vita totalmente diverso dal nostro e con alcune etnie sudamericane che spesso come nel caso di colombiani ed ecuadoriani portano le tensioni dei loro paesi qui sfociando in risse e ubriacature. Ai cinesi vorremmo chiedere però di diversificare la merce altrimenti il commercio muore.

Veniamo all’argomento principale : voi avete richiesto che la zona di Prè-Molo-Maddalena esca dal Municipio Centro Est e venga creata una nuova municipalità autonoma, a che scopo?
Spieghiamo meglio, non vogliamo un nuovo municipio, chiediamo che il Centro Est che così com’è adesso non ha ragione di esistere venga scompattato unendo Oregina al Centro Ovest, Portoria al Medio Levante e Castelletto alla Bassa Valbisagno, così tornerebbe il vecchio municipio del Centro Storico che ha una struttura tutta sua e non ha nulla a che spartire con gli altri quartieri. Inoltre l’attuale presidente Siri è di Castelletto mentre il precedente Bellezza è di Carignano, ci hanno spesso ignorato, invece la vecchia circoscrizione guidata da Otello Parodi funzionava bene, da soli organizzavamo “Vivi Centro Storico”, con il municipio non si è fatto niente.

I comitati hanno una connotazione politica?
Assolutamente no sono fatti da persone di tutte le tendenze e in maggioranza da persone non schierate, sono associazioni che nascono spontaneamente dove ci sono dei problemi.

Sulla “Notte Bianca” qual è la vostra posizione?

Abbiamo fatto uno slogan che metteremo in giro “C’è una notte bianca per 364 notti nere”, inoltre solo una piccola parte è pagata da Mtv che riprende tutto il resto sono soldi delle casse comunali che potrebbero essere utilizzati per altre cose.

La questione della “Movida” è stata al centro delle cronache negli ultimi mesi condividete la scelta dell’assessore Scidone della chiusura all’una di notte dei locali?
Chiuderli aumenta il degrado, andrò contro a molti residenti ma se uno non vuole sentire i rumori metta i doppi vetri e lasci che le strade siano animate, tuttavia ci vuole un controllo, tempo fa il Buridda vendeva superalcoolici a due euro la bottiglia. Il Buridda da i problemi dei numerosi circoli di giovani anarchici nel centro storico, che riempono di scritte anche su monumenti , spesso si pulisce il muro e loro per sfida un giorno due dopo l’hanno di nuovo imbrattato.

Come si spiega il fallimento del progetto mercurio?

Come dicevamo prima per i negozi dei cinesi, non si può pensare di non diversificare la merce, è un vecchio progetto che era stato studiato per due anni dalla giunta Pericu che non l’aveva attuato, la giunta Vincenzi l’ha messo in atto per i fondi della Comunità Europea, tuttavia si sapeva già da subito che era destinato al fallimento, ci sono state multe assurde, con persone che ne hanno ricevute a decine oltre ad un pesante calo di vendite dei negozi locali. Fortunatamente molte multe sono state condonate grazie alla buona volontà di Genova Parcheggi.

Fabio Mazzari

27 luglio 2010
Lotta alle infiltrazioni mafiose: Appalti pubblici: Un solo ente per gestirli

«A Genova e provincia esistono almeno cento enti che distribuiscono appalti pubblici, l’ideale per prevenire le infiltrazioni mafiose sarebbe una centrale unica. E attenzione: la ’ndrangheta in questa città esiste, come dimostrano le inchieste, sebbene quella del capoluogo ligure resti per me una società sostanzialmente sana. Ma per combattere a dovere la criminalità organizzata occorre ricordare due cose: innanzitutto capire che è un fenomeno nazionale e non ghettizzato al sud. Ma soprattutto è necessario che ciascuno faccia la propria parte e comprenda che anche le emergenze criminali hanno la loro gerarchia. E la mafia, per noi una questione cruciale, non può avere le stesse priorità del giardinetto sotto casa».

L’ideale sarebbe istituire un entre unico capace di gestire l’assegnazione di appalti per i lavori pubblici e che possano evitare infiltrazioni di mafia, della ‘ndrangheta e delle altre associazioni mafiose.
Biografia del prefetto
Il  Prefetto Francesco Antonio MUSOLINO, nato a Santo Stefano in Aspromonte (RC) il 3 maggio 1951, è laureato in giurisprudenza presso l’Università degli studi di Messina ed abilitato all’esercizio della professione legale.
Entrato nell’Amministrazione dell’Interno nel 1979, dal 1983 al 2000 svolge  dapprima le funzioni di Vice Capo di Gabinetto ed in seguito di Capo di Gabinetto della Prefettura di Reggio Calabria.
Nel luglio del 2000 è trasferito alla Prefettura di Milano dove ricopre il ruolo di Capo di Gabinetto e, dal febbraio 2004, di Vice Prefetto Vicario.
Il 30 dicembre 2005 è nominato Prefetto della Provincia di Crotone dove rimane fino al gennaio 2007 quando è trasferito alla Prefettura di Cosenza. Nell’agosto dello stesso anno viene infine destinato alla Prefettura di Reggio Calabria,  ultima sede prima della sua assegnazione a Genova.
27 luglio 2010
Finanziaria Effegi: il boss titolare dell'ufficio a genova denunciato per usura

«Onofrio Garcea consegnati… da “sgarro” vuoi fare il latitante? Le vittime possono denunciarti senza temere, sei finito»!

I volantini, girano appesi sui muri per  Sestri Ponente, dove l’altro ieri i carabinieri hanno passato al setaccio il bar intestato a Davide Garcea.

Ma nel mirino non c’è il proprietario dell’esercizio bensì suo padre, Onofrio, sessantenne che sembrerebbe «affiliato» alla ‘ndrangheta

E’ ricercato dal Ros di Genova per usura, oltre ad essere indagato per associazione a delinquere di stampo mafioso in quanto lo considerano uno dei boss della “locale” ‘ndranghetista attiva nel capoluogo ligure.

Che cosa sta succedendo? Garcea è innanzitutto accusato di aver prestato denaro a strozzo a due commercianti in difficoltà, tramite la finanziaria da lui gestita.

Si tratta della Effegì Direct, con sede in via Cornigliano, dove i prestiti da 2000 a 50.000 euro in un’ora erano sponsorizzati pure in spagnolo.

Subito dopo hanno fatto irruzione a casa di Garcea, senza trovarlo, hanno perquisito negozi vari da lui in qualche modo gestiti (un lavasecco, un’impresa edile, il bar, la finanziaria) e ora è ufficialmente ricercato.

Gli inquirenti gli hanno nel frattempo sequestrato - grazie alla legge antimafia - una Maserati, l’auto nella quale pianificava spesso insieme al capoclan genovese Domenico Gangemi (arrestato il 13 luglio) l’organizzazione della cosca all’ombra della Lanterna.

I riflettori accesi su Garcea hanno mandato in fibrillazione pure alcuni politici dell’Italia dei Valori. Il ricercato, nel marzo scorso, fu infatti fotografato mentre distribuiva i “santini” di Cinzia Damonte, candidata alle Regionali, durante una cena elettorale (con la politica al fianco), mentre un’inchiesta del 2007 ne segnalava contatti con Ottavio Cosma (Idv). La Damonte ultimamente non ha voluto commentare, Cosma invece puntualizza: «Non ho mai avuto rapporti con Garcea. Siamo stati nello stesso posto, una cena per Cinzia Damonte, in un’occasione, ma casualmente e io non sapevo chi fosse. Non è giusto accostare il mio nome al suo perché si è trattato d’un contatto del tutto fortuito».

22 luglio 2010
RAGAZZA CON I CAPELLI DI GRANTURCO

Ho scritto questa poesia prendendo spunto dalle voci e dalle immagini che hanno assalito il mio animo mentre ero intento ad osservare la Casa dello Studente, in Corso Gastaldi. Come ben sapete fu teatro di alcune delle più ignobili atrocità commesse dai nazi-fascisti. E non c’è da aggiungere altro.

Ragazza con i capelli di granturco

che vivi nel secolo terribile,

Soldatessa che mandi in frantumi i sogni

sparando un colpo di fucile allo specchio,

Belva che sputi parole ostili

e aspetti in una caverna oscura.

Il tuo hamburger con patatine

mi spinge al tradimento.

Ho paura

del tuo corpo tatuato,

con quella svastica

dipinta un pò dappertutto,

e del bisturi

che taglia la mia pelle

facendo riiiiiiiiip.

Fabio Giovinazzo

21 luglio 2010
Container radioattivo bloccato al VTE

Grazie ai quotidiani controlli delle autorità portuali, oggi al VTE di Genova Prà è stato bloccato un container considerato radioattivo. Per esattezza l’elemento radioattivo era il Cobalto 60, usato molto spesso in medicina.

Sembra che il container  sia arrivato al porto di Prà- Voltri  proveniente dagli Emirati arabi con uno scalo intermedio nel porto di Gioia Tauro e fosse diretto nel capoluogo toscano, Firenze.

Isolato su una banchina del sesto modulo del porto genovese e protetto da un cordone di sicurezza eretto da una squadra speciale dei vigili del fuoco arrivata appositamente dal Veneto, il container non è stato aperto per questioni di pubblica sicurezza, ovvero che le radiazioni aumentino arrivando a provocare ingenti danni che possono portare all’evaquazione della popolazione.

Come previsto dalla legge italiana il trasportatore del container si è fatto carico del pericoloso container, riportandolo al luogo di partenza.

19 luglio 2010
Genova: Marta Vincenzi parla ancora di mafia

Un anno fa Vincenzi denunciò: “La mafia si mangia interi quartieri”. Procuratori, prefetto, politici buttarono acqua sul fuoco. Ma ora è impossibile non vedere: locali in fiamme a Ponente, agghiacciante la testimonianza di Marco Sferrazza, assessore di Bordighera.

Impossibile non notare gli intrecci tra mafia, ‘ndrangheta e politica, finalmente qualcuno ha deciso di approfondire, e proprio ora la Sindaca ha deciso di tornare sull’argomento,  anche in onore e ricordo di Falcone e Borsellino.

«Le statue di Falcone e Borsellino buttate giù sono uno sfregio, ma ogni giorno c’è una sottovalutazione del fatto che organizzazioni criminali tentano di aggredire economia e sviluppo di città italiane medio-grandi»:

Marta Vincenzi parla ancora di mafia, lei che prima degli scandali e dei sospetti mafia politica aveva già lanciato l’allarme, lo ha fatto durante la presentazione di una rassegna dedicata al musical a Villa Bombrini.

Marta Vincenzi che più volte ha sollevato il problema ha sottolineato che le organizzazioni come la mafia, sono  un elemento che impedisce lo sviluppo, la causa di una mancanza del diritto alla crescita serena per tanti giovani, un cancro che corrode da molto tempo oppure parlare di diritti non ha senso.

Il sindaco Vincenzi ha detto che è urgente e fondamentale comprendere al più presto il ruolo dei due arrestati nella maxi operazione contro la ‘ndrangheta e chiarire il rapporto tra imprese, politica e denaro ripulito.

Maurizio Venza

19 luglio 2010
UN VECCHIO SCULTORE

I mendicanti sono figli della nostra città. Non c’è bisogno di andare in un vicolo per vedere i loro volti. Anche la centralissima via XX Settembre può diventare la loro casa. Possono trasmettere ironia, fastidio, dolore, allegria, inquietudine… Una cosa è certa: non possono essere ignorati. Tutto questo mi ha dato la giusta ispirazione per comporre una nuova poesia.

Un vecchio mendicante,

uno scultore senza la sua nuda

ispirazione,

mi chiede il latte dolce

che Sally ha fritto questa mattina.

Spaventato dalla melodia

di centinaia d’usignoli meccanici

sgozza all’ improvviso

la mia sposa

vedendola partorire un pezzo di carne

gonfio di escrescenze

e straziato dalla vergogna.

Fabio Giovinazzo

17 luglio 2010
Mafia e politica: Venza a Zoccarato, "lasci stare i genovesi"

Il sindaco di Sanremo, ( ritratto nella foto sulla destra ), l’altra sera, ha attaccato «organizzatori genovesi» della fiaccolata antimafia, e il partito a Sanremo si schiera al suo fianco.

«Avevo il dovere di difendere la città - afferma Zoccarato - e l’amministrazione dal rischio di strumentalizzazioni, l’ho fatto e non mi pento”, il sindaco racconta di aver ricevuto messaggi di sostegno e solidarietà senza dire da chi.

Tuona Venza, ( nella fotografia a sinistra ),  ex Vice Segretario Provinciale PSI, attuale coordinatore della Lista Civica Genova Nuova, “ma allora, in piazza chi c’era ? il sindaco non vorrà mica raccontarci che erano tutti genovesi”.

Venza Insiste: “Maurizio Zoccarato invece di “sparare” sulla manifestazione dovrebbe chiedere alle persone che sono intervenute per quale motivo erano presenti, forse il sindaco trascura che le manifestazioni di questo tipo vengono proprio organizzate quando l’amministrazione e gli organi competenti devono essere sensibilizzati su un argomento che ignorano. E’ per questo che crediamo nella buona fede di Zoccarato ma se i cittadini hanno voluto lancare  un segnale un motivo ci sarà di certo. Allora invece di scaricare il barile sui genovesi, che hanno certamente le loro gatte da pelare, e non negano l’evidenza dei fatti,  scenda tra la gente e chieda loro quali sono i problemi”.

Ma il sindaco Maurizio Zoccarato non ha voglia di parlare, ( dice il secoloxix ) e non fa marcia indietro,  dopo aver spaccato il clima bi-partisan della fiaccolata antimafia dell’altra sera a Sanremo, con la sua intemerata («Bellissima manifestazione, ma andava fatta a Genova: là ci sono i fruttivendoli mafiosi») contro gli organizzatori «genovesi» ma anche con un messaggio non troppo in codice ai maggiorenti regionali del suo partito, il Pdl.

Come spesso gli capita, Zoccarato (già arrivato abbastanza nervoso e poco convinto al corteo) ha scelto di alzare i toni, soprattutto dopo le prime contestazioni, e di sparare in varie direzioni. La chiave di lettura più immediata ed evidente è quella che lo ha visto appunto scagliarsi contro gli organizzatori.

17 luglio 2010
Incontriamo i minisindaci 5/Mirco Massardo (Bassa Val Bisagno)

Mirco Massardo nato a Genova il 25 marzo del 1967 presidente del Municipio Bassa Val Bisagno (Marassi, Quezzi, San Fruttuoso) inizia la sua attività politica nel 1985 con l’iscrizione al Partito Comunista Italiano, da cui poi ne ha seguito la trasformazione nei Democratici di Sinistra fino all’attuale Partito Democratico. Ha sempre abitato a Quezzi e oltre all’attività politica esercita quella di libero professionista come architetto.

Da quando è al timone del Municipio?

Da maggio 2007, nei due mandati precedenti ero stato consigliere municipale.

Quali sono stati gli interventi più importanti negli ultimi tre anni?

Come interventi relativi alle attività amministrative del Municipio abbiamo fatto un lavoro di aumento del servizio e di razionalizzazione degli uffici, abbiamo nel nuovo edificio gli stessi orari e disponibilità pur riducendo il personale e unificando il front office, questo è molto utile per il cittadino.

Per gli interventi pratici lavoriamo in maniere compatibile con il bilancio, abbiamo fatto due cose interessanti : il riordino del palazzo municipale e gli interventi nelle scuole, ad esempio nella scuola Borsi di Marassi abbiamo messo le porte antincendio che ha permesso al comitato dei genitori di usufruire della scuola per attività sociali quando è chiusa.

Quali sono le problematiche e le aree critiche del Municipio?

Il traffico è il principale problema del nostro municipio, la pressione esercitata dagli automezzi che provengono dalle vallate e dal levante ha creato una situazione esplosiva che ormai rende difficile al cittadino muoversi all’interno del suo quartiere. Dopo un primo tempo di accoglienza negativa le “aree blu” sono state accolte positivamente dai cittadini, l’area blu di Corso Sardegna è stata un accordo condiviso con i commercianti della zona e con Genova Parcheggi, qui cerchiamo inoltre tramite il Civ di creare uno sconto per chi posteggia e compra in zona.

Come sono i rapporti con il Comune di Genova?

I rapporti istituzionali sono ottimi, ci sentiamo tutti i giorni, se c’è un problema lo porto in consiglio comunale. I rapporti amministrativi invece presentano alcune difficoltà, ci sono assessori con cui è facile avere un rapporto e altri meno.

Cosa ne pensa del decentramento dei Comuni verso i Municipi?

Mi sono candidato perché credo fermamente nel decentramento, tuttavia ci sono problemi con i tagli della Finanziaria che prevede l’eliminazione dei Municipi e l’abolizione del gettone di presenza, se andasse avanti ci sarebbero consigli municipali fatti unicamente da pensionati.

Quali sono i progetti per il futuro?

Cose grosse, abbiamo fatto partire i progetti per la riqualificazione dell’area dell’ex Mercato di Corso Sardegna, voglio arrivare alla fine del mandato vedendo i cantieri attivi, inoltre abbiamo fatto partire la riqualificazione di Quezzi.

Fabio Mazzari

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