«A Genova e provincia esistono almeno cento enti che distribuiscono appalti pubblici, l’ideale per prevenire le infiltrazioni mafiose sarebbe una centrale unica. E attenzione: la ’ndrangheta in questa città esiste, come dimostrano le inchieste, sebbene quella del capoluogo ligure resti per me una società sostanzialmente sana. Ma per combattere a dovere la criminalità organizzata occorre ricordare due cose: innanzitutto capire che è un fenomeno nazionale e non ghettizzato al sud. Ma soprattutto è necessario che ciascuno faccia la propria parte e comprenda che anche le emergenze criminali hanno la loro gerarchia. E la mafia, per noi una questione cruciale, non può avere le stesse priorità del giardinetto sotto casa».
Un anno fa Vincenzi denunciò: “La mafia si mangia interi quartieri”. Procuratori, prefetto, politici buttarono acqua sul fuoco. Ma ora è impossibile non vedere: locali in fiamme a Ponente, agghiacciante la testimonianza di Marco Sferrazza, assessore di Bordighera.
Impossibile non notare gli intrecci tra mafia, ‘ndrangheta e politica, finalmente qualcuno ha deciso di approfondire, e proprio ora la Sindaca ha deciso di tornare sull’argomento, anche in onore e ricordo di Falcone e Borsellino.

«Le statue di Falcone e Borsellino buttate giù sono uno sfregio, ma ogni giorno c’è una sottovalutazione del fatto che organizzazioni criminali tentano di aggredire economia e sviluppo di città italiane medio-grandi»:
Marta Vincenzi parla ancora di mafia, lei che prima degli scandali e dei sospetti mafia politica aveva già lanciato l’allarme, lo ha fatto durante la presentazione di una rassegna dedicata al musical a Villa Bombrini.
Marta Vincenzi che più volte ha sollevato il problema ha sottolineato che le organizzazioni come la mafia, sono un elemento che impedisce lo sviluppo, la causa di una mancanza del diritto alla crescita serena per tanti giovani, un cancro che corrode da molto tempo oppure parlare di diritti non ha senso.
Il sindaco Vincenzi ha detto che è urgente e fondamentale comprendere al più presto il ruolo dei due arrestati nella maxi operazione contro la ‘ndrangheta e chiarire il rapporto tra imprese, politica e denaro ripulito.
Maurizio Venza
Domenico Gangemi, detto mimmo, prossimo ai 70′anni, che avrebbe dichiarato il suo appoggio a Rosario Monteleone, secondo gli inquirenti sarebbe il referente della `ndrangheta per la Liguria, è in un agrumeto, in Calabria, insieme al boss supremo delle ‘ndrine.
Gangemi assicura la sua fedeltà, giura e parla della situazione in Liguria. Le conversazioni si possono ascoltare grazie a un’intercettazione ambientale dei carabinieri registrata nelle campagne calabresi e diffusa dalla Rai.
La registrazione è reperibile sul sito de ILSECOLOXIX.
Resta da chiarire che fino ad oggi non sono stati provati i collegamenti tra la ‘ndranheta e il presidente del consiglio regionale, Rosario Monteleone dell’UDC, il quale ha negato più volte ogni coinvolgimento accusando i malavitosi di millantare e ha scomodato il suo segretario nazionale Pier Ferdinando Casini che avrebbe garantito per il politico ligure, con il presidente Burlando
Dopo il caso dei presunti incontri tra affiliati alla ‘ndrangheta e alcuni politici liguri e genovesi adesso spunta un ombra oscura e inquietante sulle precedenti elezioni
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La frase sarebbe stata pronunciata dal presunto capo dei capi della ‘ndranghetra ligure, che secondo queste rivelazioni avrebbe lavorato per pilotare i voti sul presidente del consiglio regionale 

