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28 luglio 2010
Bambini: sberle, calci umiliazioni all’asilo

Genova, Istituto comprensivo San Gottardo di via Giulia De Vincenzi, violenze  e botte riprese dalle telecamere dei carabinieri in una scuola materna a Genova, Molassana.

La storia di Cip e Ciop, l’asilo degli orrori sembra ripetersi.

Le tre donne che sarebbero state riprese dalle telecamere continuano a negare tutto e mentre i genitori dei bambini chiedono giustizia i genovesi si augurano che gli inquirenti facciano presto chiarezza.
Le donne avrebbero detto di aver fatto male ai bambini “per evitare che si facessero male”.

La follia sembra non avere confini. Le maestre avrebbero detto che le violenze sarebbero frutto di metodi educativi ben collaudati.

27 luglio 2010
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27 luglio 2010
La "Casa degli animali" : una cattedrale nel deserto?

La “Casa degli Animali” di Monte Contessa sulle alture di Sestri Ponente a poco più di un anno dalla sua inaugurazione appare sempre di più come una cattedrale nel deserto e un costo della politica.

L’idea della realizzazione di questa casa degli animali che doveva andare a sostituire il vecchio canile di Via Adamoli a Molassana, considerato ormai fatiscente e inadatto al suo servizio, nasce nell’autunno del 2001 con la proposta dell’allora Assessore Elio Volpone (Verdi) che individua nell’area di Pian di Croce – Monte Contessa il sito per la realizzazione del nuovo canile/gattile.

Ma, come spiegato, quest’area non era più in stato di abbandono da molti anni, poiché da zona utilizzata molti anni fa come area di caccia era divenuta poi campo da motocross, tuttavia quest’ultimo era rumoroso e inquinante, dunque l’Associazione Cacciatori di Genova aveva recuperato l’area e l’aveva adibita a zona di addestramento cani, inoltre avevano fatto ripulire completamente l’area da gomme e detriti del campo da cross.

Abbiamo intervistato Lauro Romagnoli, consigliere del Municipio Medio Ponente che in tutti questi anni ha seguito le vicende della “Casa degli animali”:

- Qual è stata la posizione del Municipio sulla vicenda?

- Eravamo contrari, oltre ad un impatto ambientale notevole (sono stati segati centinaia di alberi di conifere) una struttura di questo tipo in una zona così poco accessibile da auto, moto, bus è assurda. Inoltre al capolinea della Linea 51 nell’area di Cappella Carrega esiste da qualche anno un canile privato, molto più comodo e accessibile, noi avevamo proposto al Comune di Genova di ampliarlo ma la proposta non è stata accettata.

- La posizione della casa degli animali crea problemi anche ai volontari?
- Oltre alla difficile raggiungibilità si tratta di un posto non urbanizzato, senza presenza di fognature e luce elettrica, la distanza dal capolinea del bus è di 3-4 km che diventano duri anche per un giovane. L’altra strada che lo raggiunge, ovvero Via Gneo Superiore è una strada adatta solo ai fuoristrada ed estremamente pericolosa.

- Cosa diceva esattamente il Comune quando ha presentato questo progetto?
- Qui ci sono delle chicche il Puc in alcune sue varianti del 2002 prevedeva qualcosa ai limiti del ridicolo : stabiliva che oltre alla “Casa degli animali” potevano esserci anche altre attività purché strettamente connesse a quella principale, ovvero studi veterinari, cioschi di cibi e bevande, supermercati di prodotti per animali (!), bus elettrico per visite guidate, un laghetto artificiale con tartarughe e una struttura per le visite guidate alle scolaresche.

- Anche il supermercato e le visite guidate?
- Si pensavano che la “Casa degli Animali” sarebbe diventata un nuovo acquario, ma quando mai si porta una scolaresca delle scuole elementari a visitare degli animali che soffrono? Inoltre chi potrebbe costruire attività commerciali in cima ad una montagna?

- Ci sono state pressioni delle associazioni animaliste?
- Mentre era in corso il progetto ci sono stati dei dibattiti in televisione, specialmente su Telegenova con la nota giornalista Franca Brignola che ha sostenuto pesantemente la posizione degli animalisti dove non lasciavano praticamente parlare chi era contrario

- L’area inoltre sembra che debba essere tutelata?
- C’è uno studio dell’Università di Milano che ha dichiarato l’area di Pian di Croce come “sito di interesse comunitario” per la presenza di piante che crescono in quell’area e che andavano salvaguardate.

- Le ultime lamentele dicono che le strutture non sono adeguate specialmente in estate?
- Il progetto originale prevedeva che le strutture sarebbero state realizzate unicamente in legno e con adeguata copertura di verde : ad oggi la maggioranza di esse sono in cemento, il poco legno che c’è è di qualità scadente e non ci sono alberi e i cani ospitati soffrono d’inverno per il forte vento e d’estate per la mancanza di zone d’ombra.

Fabio Mazzari

23 luglio 2010
SCARPINO : Il Comitato è sempre in prima linea al fianco dei cittadini

Felice Airoldi, storico presidente e portavoce del “Comitato per Scarpino – Cesare Tirasso” ci ha concesso una lunga intervista in merito alla dura convivenza con il passaggio dei camion Amiu alla quale sono costretti gli abitanti di Borzoli e sulla situazione della discarica e del sistema dei rifiuti a Genova.

Quando nasce il Comitato per Scarpino?

Nasce essenzialmente nel 1990 alle prime avvisaglie in cui si capiva che l’amministrazione si stava muovendo in maniera dissennata in merito alla questione della discarica. Dal 1992 Scarpino riceve la spazzatura di 68 Comuni liguri in completa assenza di trasparenza.

Ci sono state anche conseguenze tangibili?

Si, la strada di Via Militare di Borzoli presenta una maggiore incidenza di malattie respiratorie rispetto al resto di Borzoli e degli altri quartieri. Per fare qualche esempio il figlio di un mio conoscente fino all’età di nove anni non aveva problemi, adesso sono quattro anni che manifesta crisi epilettiche, dovute, dopo analisi alla presenza di alluminio nelle vie respiratorie. Cesare Tirasso al quale è intitolato il Comitato di cui fu fondatore è morto qualche anno fa di un tumore ai polmoni.

Senza contare il passaggio dei camion anche la presenza stessa di una discarica è un rischio

Dagli studi effettuati dalla Comunità Europea è risultato che le discariche si attestano come elementi industriali nocivi di primo grado assieme ai cementifici e alle fabbriche di vernici, ovvero il massimo della pericolosità per le persone. La superficie della discarica di Scarpino è di 407 mila metri quadri, la seconda in Italia dopo quella di Malagrotta a Roma, tuttavia quest’ultima è in una zona pianeggiante mentre Scarpino è in collina perciò contiene ancora più materiale.

Parlavate anche di rischio idrogeologico?

Nel 2000 è stato fatto uno studio da esperti del settore sul territorio della discarica : è risultato che in caso di grandi piogge cicliche, che avvengono mediamente ogni 50 anni c’è un pericolo di scivolamento a valle del terreno, con una frana che investirebbe i quartieri di Sestri e Pegli con gravissimi danni per queste zone.

Gli automezzi che portano i rifiuti sono regolari?

Sono spesso in pessime condizioni, ho scattato numerose foto che non lasciano spazio a dubbi, mezzi sovraccarichi, spesso senza protezioni in alto, succede veramente ogni cosa : il percolato che dai camion cola nella strada, rifiuti che “volano” nelle giornate di vento nei giardini delle persone, addirittura un camion ha perso due ruote, pensate se passava qualcuno in macchina o a piedi… Vedendo i mezzi che circolano ci si può immaginare quanto siano attenti all’ambiente : per questi portare anche dei barili di rifiuti tossici o radioattivi sarebbe normale!

Parlava anche di rifiuti pericolosi

Alcuni camion qualche tempo fa dichiaravano di portare materiale di scarificazione delle strade, ma da una semplice foto si vede come non sia affatto asfalto ma in realtà si tratti di materiale tossico proveniente dalla pulizia dei serbatoi per la lavorazione del petrolio

Ci sono stati anche casi di sprechi abbastanza clamorosi?

Innanzi tutto la concessione del biogas da parte della ditta Asja di Torino : questo sistema che capta 8000 watt all’ora e costa un totale di 1 milione di euro al mese è stato oggetto di un’interpellanza in Regione, è possibile che il Comune di Genova che giustamente si lamenta dei tagli si faccia fregare un milione di euro al mese in questo modo?

Due anni fa nella discarica è successa anche una tragedia

La morte di Pino Cassola, un mio cliente e conoscente, morto inghiottito nel buco della biomassa della discarica, durante i controlli è intervenuta la magistratura di Caserta (quella di Genova non se n’è interessata) perché sono risultate delle discrepanze. Il Comitato ha chiesto di stracciare il contratto con Asja perché riteniamo che non può continuare a stare a Scarpino gente che tratta la vita umana in questo modo, inoltre sono stati rinviati a giudizio D’Alema, Sacco e altre persone dei vertici di Amiu.

Il Comitato ha contatti con la politica?

Il Comitato è apolitico e apartitico noi crediamo che a Genova ci sia la dittatura del “Partito AMIU” trasversale ai partiti che fa affari con chiunque. Abbiamo tuttavia persone che abbiamo appoggiato come il consigliere provinciale Angelo Spanò e l’ex assessore regionale Franco Zunino.

L’assessore Carlo Senesi come si sta muovendo secondo voi?

Senesi usa un linguaggio fuorviante per la popolazione, pur avendo fatto qualcosa in più dei precedenti per la raccolta differenziata, lui usa il termine “gasificatore” al posto di inceneritore, ma l’Unione Europea ha stabilito che le amministrazioni non possono usare termini fuorvianti atti a ingannare o confondere i cittadini. Esistono dei “gassificatori” con due esse, che sono una cosa totalmente diversa, si usano per compattare il gas sui tank delle navi, non esiste un altro termine per definire l’inceneritore, così come è fuorviante parlare di termovalorizzatore.

La discarica copre tre municipi (Valpolcevera, Medio Ponente e Ponente) e il comune di Ceranesi : che rapporti ci sono stati con queste amministrazioni?

Crivello (presidente Valpolcevera) ci ha ascoltato poco, Bernini (Medio Ponente) un po’ di più ma ci sono stati anche momenti di scontro, Avvenente (Ponente) quasi nulla, è troppo legato a Repetto e alle lobby affaristiche, infine Calorio (sindaco Ceranesi) sembrava quello più interessato poi anche lui ha preferito fare affari.

La prossima iniziativa su cosa sarà?

Alla fine di luglio come tutti gli anni ci sarà la gara d’appalto, quest’anno tuttavia non intendiamo andare di fronte a Palazzo Tursi per poi farci  prendere in giro, pensiamo di bloccare la strada di Scarpino per non far passare i camion e probabilmente manifesteremo proprio davanti alla discarica.

Galleria foto :

Fabio Mazzari

21 luglio 2010
Prà rispolvera il suo orgoglio, ma sarà mica troppo tardi?

Nel settimo municipio di Genova, insieme al Pegli e Voltri è compreso il quartiere di Prà,  dopo 40 anni vissuti nell’ombra, sembra essersi finalmente (o come dicono gli altri, inutilmente) svegliato.

40 anni dopo la costruzione del Porto containers, il comitato Prà viva ha capito che:

_ il VTE, il Voltri Terminal Europa, occupa tutta la zona di Prà ma si chiama Voltri;

_ l’entrata dell’ A10 Genova Voltri si trova in Via Prà (Via Voltri infatti inizia dopo il rettilineo, davanti all’ ex Verrina);

_ Prà è stata praticamente cancellata dagli interessi politici ed economici della città, perdendo il prestigio degli anni d’oro, quando era una meravigliosa località balneare;

_ una delle spiagge più belle del ponente genovese è stata spazzata via da promesse di lavoro che hanno soddisfatto solamente gli interessi di coloro che erano ai vertici delle autorità.

Ora il Comitato per la valorizzazione di Prà ha fondato un giornale, “Il Praino” proponendo di “Ridare a Prà ciò che è di Prà” , iniziando da rimettere a nuovo le insegne autostradali e del porto,  realizzare una spiaggia artificiale , 2 vie pedonali nel centro di Prà, una passeggiata pedonale a mare e di aumentare e migliorare le società sportive che già sono presenti sulla Fascia di Rispetto (il gruppo di facebook “Prà giovani” ha infatti proposto la realizzazione di uno skatepark), evitando che sprofondi nel degrado come sta già succedendo al parco Achille Dapelo.

Ma come sembra, i soldi per la realizzazione di tutti questi progetti sono insufficienti e molti pensano che Prà si sia svegliata troppo tardi, soprattutto gli abitanti di Voltri, che stufi di questa battaglia che Prà sta portando avanti hanno dichiarato: “Anche il depuratore per esattezza si trova in Via Prà, eppure lo paghiamo noi. Perchè  rivendicano il porto e l’autostrada e il depuratore no?”

20 luglio 2010
Minacciano lo stupro, rapinano due donne, arrestati

GENOVA, 20 LUG - Ancora una volta le vittime sono due donne e per l’ennesia volta i colpevoli sono due stranieri. Due albanesi che sono stati arrestati per aver rapinato lo scorso aprile due donne sole nelle rispettive abitazioni, minacciandole di stuprarle. I delinquenti arrestati dagli agenti della Polizia, con altri due connazionali loro complici, si sono fatti consegnare denaro, preziosi ed i codici dei Bancomat. I due albanesi erano riusciti ad aprire le porte d’ingresso sfruttando con una particolare tecnica la chiave lasciata dall’interno nella toppa della serratura. Questo tentativo si aggiunge a una lunga serie di casi che ormai sembra di non finire più nonostante le promesse del governo che aveva annunciato di assumere provvedimenti in materia.

Claudia Foddanu

18 luglio 2010
Ennesimo week end da bollino rosso sulle autostrade liguri

Ci risiamo. L’esodo del fine settimana è terminato, lasciando dietro di sè un week end davvero bollente per gli automobilisti che di consueto si sono recati nelle spiagge liguri.

Le località balneari prese d’assalto sono state soprattutto quelle del Savonese, la maggior parte di esse infatti vanta la bandiera blu per il mare pulito e cristallin.

Coloro che hanno scelto la domenica per recarsi al mare, hanno trovato subito traffico, poichè questa mattina un pullman a due piani con a bordo dei turisti filippini ha preso fuoco all’interno della galleria Cantalupo, sull’autostrada A10, tra Varazze e Celle, in direzione Savona. Le cause dell’incidente, che ha provocato la morte di  un uomo di 50 anni, sono probabilmente dovute a un guasto elettronico dovuto all’impianto di condizionamento del mezzo.

Il terribile incidente ha provocato chilometri di coda. Ma il peggio è avvenuto in serata.  Come al solito la maggior parte degli automobilisti provenienti dal Piemonte e dalla Lombardia hanno completamente paralizzato il traffico autostradale, traffico che è presente ancora adesso in tutto il ponente genovese in direzione Milano.

Ma la domanda sorge spontanea: per quanto tempo noi liguri saremo obbligati a passare ore ed ore in coda per pochi chilometri di autostrada?

Possibile che non si sia un fondo regionale per costruire un’autostrada  diretta per il Piemonte che faccia in modo che la maggior parte dei turisti che si recano in Liguria non debbano stare in mezzo al traffico tutta la giornata dato che per loro sono minimo 2 ore di viaggio da casa loro (Milano o Torino) al nostro mare?

18 luglio 2010
Bordighera: esposto contro il comune per i divieti di balneazione

BORDIGHERA (IMPERIA), 17 LUG - Un gruppo deciso di gestori di stabilimenti balneari di Sanremo hanno presentato un esposto addebitando negligenze da parte del Comune.

L’esposto riguarda l’impianto fognario cittadino che sembrerebbe aver causato, per l’inquinamento,  una raffica di divieti di balneazione mettendo in ginocchio l’intero comparto.

Negli ultimi 5 anni ad oggi si contano 14 ordinanze conle quali si vieta la balneazione nei periodi piu’ caldi dell’anno.

Claudia Foddanu

18 luglio 2010
Genova: Don Ciotti e Don Gallo celebrano insieme la Messa dei Diritti

GENOVA, 18 LUG - Don Luigi Ciotti e don Andrea Gallo hanno concelebrato nel pomeriggio nel centro storico di Genova una ‘Messa dei diritti’.

La cerimonia religiosa era stata inserita nel calendario della Settimana internazionale dei diritti promossa dal Comune di Genova. Il fondatore del Gruppo Abele e di Libera e quello della Comunita’ di San Benedetto hanno anche partecipato alla presentazione del ‘Distretto della legalita’.

Il sacerdote di 82 anni, genovese ha poi festeggiato nel cuore del centro storico, nel centro del degrado genovese, nei vicoli della citta’ vecchia.

Claudia Foddanu

15 gennaio 2010
HAITI: 170 ITALIANI IN SALVO, 23 DISPERSI

(AGI) - Port-au-Prince, 14 gen. - La Farnesina e’ riuscita a contattare 170 italiani a Haiti ma non ha ancora notizie di altri 27 e ci sono “serie preoccupazioni” per tre di loro, 2 dei quali sono funzionari dell’Onu. Lo ha riferito il ministro degli Esteri Frattini che ha confermato la notizia del decesso di un’oriunda italiana, la 70enne Gigliola Martino. Frattini ha annunciato che si sta preparando una possibile evacuazione dei cittadini italiani dal paese caraibico. “Abbiamo fatto un appello attraverso i mezzi di informazione di Haiti alla comunita’ italiana residente affinche’ si rechi al consolato onorario d’Italia, che e’ funzionante, in vista di un’eventuale evacuazione”. Intanto ad Haiti monta la rabbia della popolazione: a tre giorni dal devastante terremoto di martedi’ stentano a decollare le operazioni di soccorso. I sopravvissuti hanno cominciato a elevare barricate con i cadaveri impilati per protestare contro i ritardi. Shaul Schawrz, un fotografo della rivista statunitense Time, ha raccontato di aver visto almeno due blocchi stradali formati con resti umani e pietre: “Stanno cominciando a bloccare le strade con i cadaveri, e’ terribile”.
L’Onu ha fatto sapere che nelle aree colpite dal sisma vivevano tre milioni e mezzo di persone, un terzo della popolazione del Paese caraibico, e solo a Port au Prince in 300mila non hanno piu’ un tetto. Ban Ki Moon ha annunciato che si rechera’ “molto presto” in visita sull’isola. Da una prima ricognizione aerea del coordinamento per gli aiuti umanitari e’ emerso che in alcune zone sono stati distrutti meta’ degli edifici. In particolare, oltre alla capitale Port au Prince, le maggiori distruzioni si sono verificate a Jacmel e Carrefour. All’hotel Montana, sono state portate in salvo 23 persone e ancora si scava per cercare superstiti. Gli aiuti stentano a decollare.
L’Onu ha fatto sapere che la distribuzione dei pasti e’ ancora limitata a 9mila al giorno. Il governo cubano ha autorizzato il sorvolo degli aerei Usa per portare aiuti ed evacuare i feriti.
Le squadre di soccorso inviate da Washington stanno portando le vittime bisognose di cure nell’ospedale militare di Guantanamo ma alcuni devono arrivare in Florida. Sorvolando Cuba, gli aerei possono accorciare il tradizionale tragitto di circa 90 minuti. Diecimila soldati americani saranno inviati ad Haiti entro lunedi’ e saranno impiegati in parte sull’isola e in parte sulle navi americane al largo di Haiti. Intanto e’ arrivata la notizia della prima vittima italiana (e’ Gigliola Martino, un’oriunda che viveva sull’isola da piu’ di 70 anni, ma continuava a parlare italiano) e rimane la preoccupazione per la sorte degli italiani che erano presenti sull’isola al momento del sisma. La Farnesina e’ riuscita a contattarne oltre 160, ma di una trentina non si hanno ancora notizie. E per la sorte di cinque o sei si nutre particolare preoccupazione. Tra le vittime c’e’ anche il ministro della Giustizia, Paul Denis, e un esponente dell’opposizione, Michel Gaillard. (AGI) .

Monta la rabbia ad Haiti dove, a quasi tre giorni dal devastante terremoto che ha quasi raso al suolo l’isola, stentano a decollare le operazioni di soccorso. I sopravvissuti, che non possono far altro che scavare con le mani tra le macerie nel disperato tentativo di aiutare chi magari e’ ancora vivo, hanno cominciato a elevare barricate con i cadaveri impilati. Shaul Schawrz, un fotografo della rivista statunitense TIME, ha raccontato all’agenzia Reuters di aver visto almeno due blocchi stradali formati con resti umani e pietre,. “Stanno cominciando a bloccare le strade con i cadaveri. E’ terribile quello che accade. La gente non ne puo’ piu’ di non essere aiutata”. Secondo la Croce Rossa le vittime potrebbero essere tra le 45.000 e le 50.000 e 3 milioni le persone comunque coinvolte e rimaste senzatetto.

fonte: www.agi.it

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